Presentazione di “Viaggiatori dell’anima. Dante Alighieri e Yunus Emre, due erranti.”

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 “Viaggiatori dell’anima. Dante Alighieri e Yunus Emre, due erranti.“, concerto ideato da Federico Bonetti Amendola e Mustafà Cenap Aydin in occasione del 750° anniversario dalla nascita di Dante Alighieri, propone un insolito accostamento: Dante Alighieri (1265-1321) e Yunus Emre (1240?‑1321). Due grandi poeti coevi che tuttavia sembrano tra loro lontani. Diverse le loro culture, diverse le loro fedi e il loro modo di creare poesia. Ma anche straordinarie affinità che il concerto propone di mettere in evidenza.

L’azione musicale “Alla ricerca di Dante” scopre Dante uomo, lo osserva nel suo momento più fragile: ne immagina i pensieri nella sua ultima sera, a metà settembre del 1321, quando i ricordi si affastellano nella mente del Poeta, inframmezzando delirio e memorie nelle ore consumate dalla febbre. Dante è al timone della sua barca, su un mare interiore che lo mette alla prova con acque agitate, e rivive alcuni dei momenti che segnarono la sua vita di uomo e poeta. E’ il suo viaggio più arduo, più difficile, quello della sua anima. Tiene forte il timone guardando innanzi a sé la tempesta, come ciurma ha l’intera umanità, catalogata, incasellata, condannata, penitente, beata: capitano, e anche capocomico, perché no? la Compagnia della Commedia… Il suo sguardo, sempre così severo, si schiude finalmente al sorriso illuminato da quella Luce che si affaccia sul mistero.

Yunus Emre, morto nel 1321, nello stesso anno di Dante, fu poeta e sufi di altissima spiritualità. Fu viaggiatore instancabile per la Turchia e usò la lingua turca in luogo dell’arabo o del persiano, recitando la sua poesia davanti alla gente comune. E questi due tratti, dell’essere un errante e di aver usato la lingua del popolo per la sua poesia, così intensa e densa di spiritualità, lo avvicinano a Dante, altro grande “errante“, e massimo artefice della lingua italiana. I testi tratti da poesie di Yunus Emre, tradotti da Giampiero Bellingeri nei Ricercari eseguiti qui in prima assoluta, mostrano come il viaggio di Yunus Emre sia anch’esso un viaggio interiore, che, attraversando paesaggi di un amore che insanguina e brucia, conduce alla totale purificazione di sé: è il cammino dei “Viaggiatori dell’anima”.

 

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