Presentazione di “ROMA ISTANBUL, SENZA SCALO”

ROMA ISTANBUL, SENZA SCALORoma Istanbul, aktarmasız

L’opera rappresenta il fantastico volo in aereo da Roma a Istanbul di un romano de Roma, il signor F.: i suoi dubbi, le sue memorie e i suoi sentimenti lo assediano dolcemente e insistentemente dal decollo all’atterraggio. Una vita passata a Roma rivaleggia con una sola settimana passata a Istanbul, ma la seconda Roma lo ha realmente stregato… E’ un assedio a 10.000 metri di altitudine…, un assedio imprevedibile, come l’accavallarsi dei sogni e l’inseguirsi delle nuvole. Le parole dell’amico C., cittadino di Istanbul e guida ai segreti della sua città, si intrecciano ai ricordi della sua Roma natia e lo accompagnano nei suoi pensieri alla ricerca dell’Altra Roma, misteriosa e affascinante. Questo volo senza scalo crea nella mente di F. un ponte immaginario tra la città conosciuta e quella ancora sconosciuta, tra la Roma Eterna e la Roma Nuova, entrambe ricche di storia, quella dei libri, e di storie, anche personali, e prodighe di bellezze e di contraddizioni.
Il turbine dei pensieri si trasforma in musica, le nostalgie di F. e le sue fantasticherie prendono voce, suscitando ritmi e armonie, tra Oriente e Occidente, da archi, legno, metallo, corde e perfino da una misteriosa scultura sonora.

I pensieri di F. sono letti da Mustafa Cenap Aydin, coautore del testo.

La voce che canta nella mente di F. è il baritono Giuseppe Naviglio che dialoga con i solisti dell’Aer Ensemble, Paolo Venturini violino, Valentina Sgarbossa violoncello, Francesca Sgarbossa percussioni, Gülbahar Günay kanun, l’autore Federico Bonetti Amendola pianoforte.

I suoni elettronici di Ilaria Innocenti creano una scenografia sonora che interagisce con l’Ensemble e con il suono di una scultura sonora creata da Mehmet Haluk Aydin.

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